La città giardino del Teatro della Comunità

Il titolo dello spettacolo richiama una poesia di Vladimir Majakovskij

Giovedì 3 ottobre è andato in scena, al teatro Rossini di Civitanova Marche, lo spettacolo del Teatro della Comunità, scritto, diretto ed interpretato dai cittadini. I trenta partecipanti, coordinati dal regista ed attore di cinema e teatro Marco Di Stefano e dalla danzatrice e coreografa Tanya Khabarova, hanno scelto “La città giardino” come titolo dello spettacolo.

Sul palco, con ideazione scenica e visual di Alessandro Bianchi, si sono susseguiti “capitoli” di vita quotidiana, i capitoli che una scrittrice, interpretata da Pia Mora, doveva consegnare con urgenza al suo editore. Lei stessa era confusa, come i suoi personaggi, che hanno rappresentato la realtà attuale portando in scena temi come la violenza sulle donne che lacera volti ed anima, la disoccupazione che ferisce la dignità, il potere che troppo spesso viene usato in modo distorto. E la città giardino dov’è? Tutti vorrebbero realizzarla, ma come ci si arriva? La risposta è l’ultima scena, quella di una scena d’amore. Perchè l’amarezza, la delusione, la decadenza possono essere sovrastate solo dall’affetto, dall’amore assoluto e dalle storie d’amore.

La città giardino è il luogo che ognuno di noi cerca, la città giardino è una poesia di Vladimir Majakovskij, massimo poeta russo della Rivoluzione d’ottobre. Nei suoi versi racconta della decadenza del suo secolo e della delusione dopo la rivoluzione. Stati d’animo che abbiamo ritrovato sul palco del teatro Rossini e sfidati a colpi di colore, di musica e di abbracci.

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